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La Scultura Greca

Scultura Greca

La scultura greca è divisa in più fasi: il periodo dedalico è quello che abbraccia il settimo secolo a.C., quello arcaico comprende il sesto e il quinto secolo a.C., il periodo severo ha interessato una breve parte del quinto secolo a.C., il periodo classico il quarto e il terzo secolo a.C. mentre il periodo ellenistico è incluso tra il 323 e il 146 a.C.

L'arte greca ha tratto enormi vantaggi dalla scultura, la cui ricca produzione ci è pervenuta soltanto in parte facendo un confronto con quanto indicato nella letteratura antica.

La cosiddetta scultura dedalica si sviluppò soprattutto a Creta, adoperava come materiali principali prima il calcare poi il marmo ed ebbe come primo scultore Dedalo, dal quale tale fase derivò il proprio nome; vennero definite le figure umane della "kore" e del "kouros", la prima rappresentante una figura femminile mentre la seconda quella maschile.

Del periodo dedalico ricordiamo il kouros di Delfi, la kore di Nikandre e la dama di Auxerre. La scultura arcaica approfondisce quanto creato nella fase precedente producendo in abbondanza "korai" e "kouroi" raffigurati nel pieno sviluppo fisico e intellettuale, in piedi, nude e sovente a grandezza naturale. Queste sculture venivano realizzate in marmo o in terracotta.

La scultura arcaica è a sua volta distinta in tre correnti: la dorica prevedeva la creazione di corpi schematizzati e simmetrici, la ionica prediligeva figure eleganti e slanciate mentre l'attica le accomunava entrambe manifestando un grande naturalismo.

La scultura del periodo severo si sviluppò soprattutto nel Peloponneso e contemplava figure più slanciate, rotondeggianti e armoniose, sovente prive di un'accentuata massa muscolare. Si prendano come esempi il Cronide, l'Auriga di Delfi e l'Afrodite Sosandra.

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