Scultura del Periodo Classico e del Periodo Ellenistico

Periodo Classico ed Ellenistico

La scultura del periodo classico abbraccia per convenzione la fase tra il 450 a.C. e il 323 a.C., anno corrispondente alla morte di Alessandro Magno.

Le figure rappresentate sono decisamente più naturali e armoniose grazie allo sviluppo di nuove tecniche scultoree e all'approfondimento di studi già compiuti in merito; scultori rappresentativi del periodo classico sono Policleto (di cui abbiamo soltanto copie delle sue opere come il Diadumeno e il Doriforo), Prassitele, Lisippo e Fidia.

A questi va aggiunto il nome di Mirone autore del Discobolo del quale possediamo soltanto copie in marmo risalenti all'epoca romana (il materiale originale era il bronzo). Con esso lo scultore rappresenta non solo un corpo in movimento (al contempo delicato e armonioso) ma anche una figura proiettata nello spazio.

La scultura classica annoverò opere in bronzo tuttora ricordate per la loro bellezza e perfezione: ci riferiamo ai bronzi di Riace, alla statua di Atena Parthenos e alla statua di Zeus. Sul finire del periodo classico le figure si fecero ancora più naturali e allungate.

La scultura del periodo ellenistico fu senza dubbio assai complessa per le grandi capacità raggiunta dagli scultori del tempo. Ne è emblema il Laocoonte, scultura in marmo opera di Polidoro, di Agesandro e Atanodoro, oggi conservata all'interno dei Musei Vaticani, più precisamente nel Museo Pio-Clementino.

A dispetto di quanto è accaduto fino ad allora, la scultura non era unicamente rivolta alle celebrazioni pubbliche o ai templi essendo sfruttata anche in ambito privato.

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